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In viaggio verso la Barbagia: destinazione Belvì
- 04 Giugno 2019
- Rosanna Carboni
L'Associazione Nino Carrus ha felicemente accettato l'invito dell'amministrazione di Belvì per un incontro organizzato dalla biblioteca comunale con i cittadini. L'argomento all'ordine del giorno è il destino dei piccoli paesi della Sardegna, il tema dello spopolamento e dei numeri impressionanti che questo fenomeno sta generando.
È un lungo viaggio quello che intraprendiamo, si parte dal Marghine, si attraversa il Guilcer per poi percorrere le strade del Barigadu, passare nella Barbagia de Mandrolisai fino ad arrivare a questo paesino di montagna, cuore della Barbagia, poco più di 600 abitanti, carinissimo, con le sue vie lastricate, importanti costruzioni in granito, bar ristoranti e un piccole hotel.
C'è una strana euforia in macchina, non siamo più giovani, io, il presidente Fausto Mura e l'attivissimo consigliere Giuseppe Salaris, però la bellezza del paesaggi, lo scenario del lago Omodeo, un lago artificiale creato sul fiume Tirso, la vegetazione rigogliosissima, i boschi del Mandrolisai ci danno una forte carica, ci sentiamo fortemente motivati nella nostra missione di portare in una piccola comunità un messaggio di ottimismo e di novità.
Lungo il percorso attraversiamo tanti piccoli paesi, Norbello, Tadasuni, Ardauli, Ortueri, Atzara e altri: belli, dignitosi e soprattutto silenziosi. Ciascuno con una propria storia, una propria identità, un proprio costume e una propria specificità. Non abbiamo abbastanza tempo per fermarci, però ci piacerebbe tornare e visitarli uno per uno e portare in ciascuno di essi "La primavera dei Paesi", discutere con gli abitanti e infrangere, anche solo per un pomeriggio, il silenzio che caratterizza queste piccole realtà.
Lungo una strada che taglia in due un folto bosco arriviamo a Belvì, in una bella serata di un'atipica primavera, abbiamo un impatto positivo col paese, ad accoglierci il sindaco Sebastiano Casula che ci viene incontro e insieme ci dirigiamo verso la biblioteca comunale: unico luogo di cultura rimasto nel posto!
Nonostante il paese sia dotato di un nuovo e funzionale complesso scolastico, le scuole di ogni ordine e grado sono state trasferite nel vicino paese di Aritzo. All'ingresso della biblioteca ci aspettano un gruppo di persone, soprattutto donne e pochi giovani.
C'è molta curiosità, tutti i presenti sono consapevoli che i problemi da noi trattati, loro li vivono in prima persona, vivono in posto bellissimo ma mancano prospettive per il futuro dei giovani, non ci sono le condizioni per mettere su famiglia, mancano i servizi essenziali anche per la terza età.
Man mano che il Presidente Fausto Mura snocciola i dati dello spopolamento la preoccupazione prende il posto della curiosità, i numeri del fenomeno sono devastanti, un vero e proprio disastro antropologico:
- La provincia di Nuoro ha perso negli ultimi dieci anni 10 mila abitanti. Cioè ha perso 5 paesi come Borore o 16 centri come Belvì;
- Nei prossimi dieci anni altri dieci mila abitanti in meno. Altri 7 paesi come Belvì e 3 come Borore scompariranno.
- Uno studio della Regione Sardegna certifica che tra il 2023 e il 2086 31 paesi rischiano la completa estinzione.
- Solo 99 centri (il 26%) presentano un andamento demografico positivo. Questi risultano essere principalmente insediamenti costieri o comuni che gravitano attorno ad aree urbane, dove ci sono più servizi e più lavoro.
- Un terzo della popolazione sarda oggi vive nell'area metropolitana di Cagliari, tra 50/60 anni vivranno due terzi della popolazione sarda, crescono solo alcuni paesi costieri. Al centro il vuoto, la famosa ciambella che dà un'idea chiara dell'andamento demografico ma anche dell'andamento economico e sociale in Sardegna.
- Dove cresce la popolazione cresce la ricchezza, dove diminuisce la popolazione diminuisce la ricchezza e il reddito pro capite dei cittadini.
- I piccoli comuni in Sardegna comprendono il 70% del territorio sardo, se non si sarà una inversione di marcia sarà un territorio senza popolazione.
La drammaticità di questi dati impongono una nuova strategia di sviluppo, una nuova idea di Sardegna,un nuovo modello di rinascita: la questione dei paesi e dello spopolamento deve essere il problema centrale nelle politiche pubbliche.
Tutti ci dobbiamo sentire impegnati in questa importante battaglia, noi dell'Associazione Nino Carrus, con "La Primavera dei Paesi", vogliamo sostanzialmente presentare 13 progetti esecutivi, replicabili in diversi territori, che, col coinvolgimento delle varie comunità, potrebbero rappresentare il volano di un nuovo sviluppo economico che pone in primo piano il benessere e la vivibilità di queste piccole realtà.
Nel presentare ancora una volta ad una nuova platea l'iniziativa editoriale dell'associazione, ci tengo a riportare le varie tappe che ci hanno portato alla pubblicazione del libro e a parlare degli attori principali de "La Primavera dei Paesi": esempi positivi, stimolanti che danno fiducia nel voler intraprendere un nuovo percorso che segni la rinascita dei piccoli paesi.
Ne è seguito un vivace dibattito, sono emerse subito le enormi criticità di un territorio diviso da una politica cieca, dove ancora si ragiona per singoli centri. La mancanza di servizi e la lontananza, per via di una rete stradale insufficiente, dai centri più serviti sono un forte handicap e relegano i paesi e i suoi abitanti ad un sempre più pesante isolamento.
Nei vari interventi è evidente un forte attaccamento ai propri paesi, ma c'è preoccupazione per il futuro, si auspica un intervento che possa contrastare il fenomeno, si sente la necessità di intervenire subito, prima che troppi giovani vadano via per non tornare più.
Ed è proprio un giovane di Ortueri, neo laureato in filosofia, innamorato del proprio paese, candidato alle prossime amministrative del 16 giugno che porta all'attenzione dell'assemblea la sua esperienza: conclusi gli studi universitari si mette a disposizione, con un gruppo di giovani, per amministrare il paese che negli ultimi anni è stato guidato, per la prima volta, dal commissario prefettizio. È importante non fossilizzarsi – dice - ha una visione delle potenzialità del territorio e dei limiti di una classe imprenditoriale che non c'è e passivamente si svendono vitigni che rappresentano una risorsa preziosa del paese. "Bisogna far rumore" è il suo grido, non si può soccombere alla severe legge dei numeri, bensì è necessario un nuovo protagonismo degli abitanti dei piccoli paese e soprattutto dei giovani che imponga alla politica che conta e che decide il problema delle zone interne della Sardegna.
Ci si lascia con la promessa di rincontrarci in un'assemblea più ampia, che coinvolga tutti i paesi della dodicesima Comunità Montana, quella della "Barbagia-Mandrolisai", della quale fanno parte i Comuni di Aritzo, Atzara, Austis, Belvì, Desulo, Gadoni, Meana Sardo, Ortueri, Sorgono, Teti e Tonara.
Sono piccoli Comuni, ma ognuno è ricco di una propria storia, di una propria identità e di uno straordinario patrimonio culturale, ambientale e archeologico.
Tutti vanno difesi e tutelati, così come tutti i paesi della Sardegna. Nel nostro peregrinare riscontriamo che nelle comunità c'è sempre maggiore consapevolezza del problema, non ci si vuole arrendere ad un destino che sembrerebbe segnato.
L'Associazione Nino Carrus vuole creare un gran movimento di opinione pubblica che si mobiliti per una grande battaglia per la salvaguardia dei paesi, per la salvaguardia dell'identità della Sardegna perché non può esistere una Sardegna senza paesi.
E dopo il Marghine, Cagliari e il Meilogu questo messaggio arriva anche qui nel cuore della Barbagia, a Belvì e l'auspicio è quello che la politica locale faccia un salto di qualità, unisca le proprie forze e diventi protagonista di una nuova storia che imponga alla politica regionale e nazionale la salvaguardia dei piccoli paesi nelle zone interne della Sardegna.











