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In ricordo di Romano Benevole

Pubblichiamo l'intervento di Fausto Mura durante la manifestazione "In ricordo di Romano Benevole" - Birori 28 giugno 2019.

Buonasera a tutti. Alle amiche, agli amici di Romano Benevole. Ai Sindaci e agli amministratori del territorio e di altre parti della Sardegna. Grazie per la vostra presenza. Un cordiale e affettuoso saluto ai figli di Romano, Marco, Gianni, Paolo e Lina. Un particolare ringraziamento al Comune di Birori alla Sindaca Silvia Cadeddu, alla Onlus e al Presidente Tonio Cadeddu perché hanno voluto fortemente questa manifestazione arricchita dall'intitolazione del Centro di Aggregazione a Romano e dalla realizzazione di un murale che descrive con un'arte e uno strumento particolari la figura di un grande come è stato Romano Benevole.

Valori politici comuni

Nella locandina c'è una frase "Gli amici raccontano la storia e la vita di Romano". Gli amici raccontano appunto. Io ho conosciuto Romano Benevole a Fertilia/Alhero in una scuola di formazione politica organizzata dalla Democrazia Cristiana regionale.
A vent'anni una scelta che avrebbe segnato la nostra storia politica per tutta la vita. La democrazia Cristiana. Ricordo ancora la sala di Fertilia con gli insegnanti che si alternavano: Francesco Cossiga, giovanissimo, Paolo Dettori, Pietrino Soddu, Salvatore Mannironi, Alfredo Corrias e tanti altri. Tutti personaggi che avrebbero svolto dei ruoli importanti nella vita politica della Regione e del Paese. L'anno successivo nell'ostello della gioventù sempre di Fertllia negli incontri organizzati questa volta dai Comitati Civici, i famosi comitati civici di Luigi Gedda, con insegnanti di fama nazionale.

Sempre d'estate a Pievepelago in Toscana, scuola estiva (la Camilluccia estiva) sempre della Democrazia Cristiana. Insegnanti Fanfani, Moro, Zaccagnini, Galloni, Prof Bachelet, ammazzato poi dalle Brigate Rosse, Prof Elia e tanti altri che avrebbero fatto la storia dell'Italia, che hanno contribuito a formare le nostre persone.

Inizia così la nostra amicizia e la nostra storia politica. Amicizia e storia politica che si identificano. Continuano e si rafforzano, nelle istituzioni, negli incontri pubblici, nel tempo libero. Ecco il tempo libero. Ricordo con grande piacere gli ultimi incontri nella sua casa sul Mare di Magomadas che Romano amava moltissimo. Eravamo quasi sempre in quattro Romano, Vincenzo Pisanu, Michele Pisanu e io, qualche volta il suo amico Billia di Suni. Sempre a Pranzo. Il menù: spaghetti con bottarga, muggini arrosto, un buon bicchiere di vino e un ottimo formaggio per finire. Il cuoco sempre Romano. Noi quattro ospiti.

Questi incontri conviviali si ripetevano spesso, soprattutto su insistenza di Romano. Incontri che non dimenticherò mai. Incontri piacevoli, pieni di allegria e di grande convivialità. Romano aveva una personalità forte, autorevole nella sua veste istituzionale, ma nella sostanza era un uomo allegro, piacevole conversatore, umile, un amico con cui si stava volentieri.

Due ricordi di una storia, di una amicizia che durerà tutta la vita. E questo il taglio che dobbiamo dare a questo nostro incontro. Non un convegno, ma un incontro particolare, semplice, piacevole. Con il sorriso perché cosi avrebbe voluto Romano. Non una commemorazione, un panegirico. Ma un racconto semplice, di una storia costruita dai suoi amici, i tanti amici e colleghi amministratori, sparsi in tutta la Sardegna. Il racconto quindi di una storia: la vita di Romano - Amico e Amministratore.

Perché l'associazione Nino Carrus organizza questo incontro?

Perché Romano Benevole è stato uno dei fondatori dell' Associazione. Siamo nel gennaio del 2005, a Borore nella sala consiliare del Comune, assieme a Giovanni Del Rio ('l Presidente' lo chiamavamo tutti), Mario Pani, Romano Benevole appunto, Matteo Marteddu, Giuseppe Deiana, Giuseppe Carrus (il figlio di Nino) e Antonello Menne. L'adesione di Romano all'associazione aveva un significato particolare rispetto alla nostra perché Romano era sicuramente un amico di Nino, ma era anche e soprattutto un consulente, un valido e ascoltato consigliere sugli aspetti amministrativi e tecnici.

In questi anni, Romano, è stato un attento, saggio, attivo suggeritore, talvolta protagonista delle iniziative culturali, sociali e politiche che hanno caratterizzato ben quindici anni della storia della nostra associazione. Trasferendo in questa associazione tutta la sua esperienza di amministratore e la sua indiscussa competenza professionale.

  • Sindaco, Presidente Comunità Montana.
  • Sindaco del Comune di Birori per trent'anni. Un impegno pubblico esemplare. Trent'anni una vita.
  • Presidente della Comunità Montana Marghine Planargia – Fine anni settanta - Nasce il Distretto sanitario – L'Unità sanitaria locale – Quindici anni intensi di impegno politico e amministrativo.
  • Inizio della programmazione territoriale: Piano di sviluppo socio economico del Marghine e della Planargia –
  • Due importanti e fondamentali strumenti: Distretto sanitario e Piano socio economico – i pilastri dello sviluppo degli anni ottanta, novanta e successivi.

Qui c'è tutta la storia e l' esperienza politica e amministrativa di Romano.
Ma c'è soprattutto l'attualità del pensiero e della politica di Romano; i comuni e i territori attori e protagonisti dello sviluppo. Io ho avuto la fortuna di vivere con Romano questa esperienza e questa storia. E in questa storia e in questa esperienza si è manifestata tutta l'autorevolezza e la capacità di Romano politico e amministratore, competente, concreto, operativo. Ma si è manifestata, permettete di sottolinearlo, anche la maturità di un'intera classe politica e amministrativa presente nella Giunta della comunità montana, nei Sindaci e negli amministratori dei comuni dell'intero territorio.

Il piano di sviluppo socio economico del Marghine e della Planargia è il manifesto, di quella politica lungimirante, legata ai problemi delle comunità e del territorio. Romano era riuscito a mettere assieme una squadra, un gruppo che comprendeva le migliori professionalità presenti in Sardegna: il presidente era l'ing. Clemente urbanista e accademico dell'università di Cagliari, Antonio Sassu per il settore dell'economia, Prof Aru Agricoltura, Moravetti archeologia beni culturali, Prof Camarda scienze forestali, Prof Annunziata trasporti mobilità. Le migliori professionalità, le migliori intelligenze che hanno saputo costruire un piano che venne portato nei consigli comunali trasformatisi in assemblee pubbliche e approvato all'unanimità da tutte le amministrazioni comunali del Marghine e della Planargia,

Si, all'unanimità. Da tutti i consigli comunali. Una grande dimostrazione di unità e di progettualità. Tutti assieme attorno ad un progetto di sviluppo, condiviso unitario. Una grande comunità territoriale che aveva chiaro il suo percorso di sviluppo, che conosceva quale era il suo futuro. Un grande esempio di pianificazione dal basso.

Un'idea e un progetto.

C'era un'idea, un progetto. Romano aveva saputo costruire quella che oggi chiamiamo la Città del Marghine che allora comprendeva, pur con qualche difficoltà, la Città della Planargia. C'era un'idea. C'era un progetto. E Romano era l'anima, il centro di questa idea e di questo progetto. Io consiglierei a molti di rileggere gli atti e le proposte progettuali di quel piano, perchè sono scritti bene innanzitutto e perché sono quanto mai attuali e contengono progetti, non realizzati ma quanto mai importanti anche adesso. Mi riferisco al Parco montano del Marghine e del Goceano, mi riferisco alla Riserva marina di Bosa, al Distretto culturale della Sardegna centrale, al progetto per il piano trasporti del territorio. Ecco il territorio, la dimensione, la piattaforma progettuale di riferimento, lontana dai localismi, e dalle contrapposizioni locali e comunali.

Bene. Tutto questo si è potuto realizzare e Romano ha realizzato perché c'era una governance forte, la comunità montana e Romano era il Presidente, con poteri, risorse, strutture e strumenti capaci di programmare e attuare i progetti di sviluppo. Oggi questo modello non c'è più e da qui, forse, inizia il declino e la debolezza dei territori, il ridimensionamento del ruolo dei comuni. L'Unione dei Comuni non può essere la risposta. Da qui si è aggravata la debolezza e la crisi delle aree interne e marginali della Sardegna e si è aggravata sempre di più la questione dei nostri piccoli paesi che si spopolano e molti rischiano di scomparire.

Aree interne. Paesi.

Fin dalla sua fondazione, 14 anni fa, l'Associazione Nino Carrus ha posto al centro delle sue iniziative politiche e culturali il problema delle zone interne e delle aree periferiche, il problema dei paesi. Romano era un convinto assertore e determinato sostenitore di questa linea. Su questi temi l'associazione ha organizzato diversi incontri e manifestazioni con il coinvolgimento dei soggetti più qualificati del mondo sardo della cultura,, delle istituzioni, della politica, dell'impresa e della stampa. Con risultati sicuramente positivi perché abbiamo saputo animare un dibattito, allora molto blando, quasi clandestino sui temi della questione zone interne e territori svantaggiati.

Oggi questi temi sono oggetto di una discussione pubblica sempre più intensa e motivata che coinvolge una molteplicità di soggetti, culturali, sociali, politici, istituzionali. Un fatto estremamente positivo.

L'Anci Sardegna, cioè i Sindaci sardi, in un documento scrive che (tra virgolette) "la questione dei paesi, delle zone interne e delle periferie urbane e rurali, siano al centro delle politiche pubbliche con una normativa unitaria". Un documento storico. Una rivoluzione culturale e politica. La questione dei paesi, la questione dello spopolamento, la questione delle aree interne, dopo anni di oblio, sono diventati gli argomenti centrali del dibattito politico e culturale della Sardegna.

Il manifesto. Il messaggio di Romano.

Ma questo è anche il messaggio e il testimone che ci ha lasciato Romano Benevole. Perché qui c'è tutta la storia, il significato e l'impegno politico di Romano. Come Sindaco di un piccolo comune per trent'anni e quindi in difesa di tutti i piccoli comuni della Sardegna, poi come Presidente di una Comunità territoriale, area interna ed espressione di tutte le aree interne della Sardegna.
Noi questo messaggio, caro Romano, intendiamo raccogliere , perché questo è il modo migliore per ricordare la tua figura.

Ultimo pensiero.

Ultimo pensiero.. Mi rivolgo ai figli di Romano. Dovete essere estremamente orgogliosi di avere avuto come padre una persona autorevole ma anche molto umile. A metà degli anni ottanta venne nominato Cavaliere del lavoro e successivamente Commendatore della Repubblica- Non ritirò mai le due onorificenze. Gli furono recapitate a casa sua dopo qualche anno e finirono dentro un cassetto.

(Foto di Giuseppe Salaris)

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