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Una seconda Primavera: verso la rinascita dei paesi
- 04 Dicembre 2019
- Daniela Pisu
Nonostante l'avvicendarsi delle stagioni c'è sempre profumo di primavera intorno alle idee di giovani studiosi impegnati nella lotta allo spopolamento. Perché questa è una battaglia di tutti che non può restare confinata in un intervento statale. La forza di questa forma di protagonismo civico è stata al centro dell'evento che, sabato 30 novembre a Borore, ha fatto da cornice alla presentazione del secondo volume intitolato la "Primavera dei Paesi".
Un lavoro che, come ben delineato da Fausto Mura, vivace Presidente dell'Associazione Nino Carrus, pone l'enfasi sulle proposte progettuali per la rinascita dei paesi. Un lavoro coraggioso che vede al fronte di questa battaglia i giovani sardi armati di studi, analisi e ricerche. E non solo. Armati soprattutto di uno sguardo umile, attento e rispettoso delle comunità in cui vivono.
Non parliamo di proposte progettuali ad ampio raggio ma di idee studiate come un vestito da indossare per ogni singolo paese descritto. La passione per i dettagli, il desiderio di conservare la tradizione, i sapori delle eccellenze locali: questi gli ingredienti che, se non possono sradicare lo spopolamento, possono certamente convivere in una tale alchimia da riportare, al pari della Primavera, il sole nei piccoli paesi. Il coro di voci dei giovani studiosi è stato diligentemente orchestrato da Rosanna Carboni, Vice Presidente dell'Associazione, con parole che ricordano la centralità della persona nei processi di sviluppo non solo locale ma anche sociale. La linfa vitale delle nostre comunità è negli occhi di quelle persone che, nonostante tutto, hanno il coraggio di restare. La speranza è nelle azioni di quelle persone che, nonostante tutto, mettono il proprio sapere a disposizione della rinascita delle comunità. La speranza è nell'impegno profuso da tutti gli Amministratori locali che, come rammenta Mario Trazzi, Vicesindaco di Borore, hanno a cuore il benessere collettivo.
Gli autori dei saggi sono diciassette ma oggi sono presenti solo alcuni di loro e non perché abbiano deciso di declinare l'invito. Gli assenti sono infatti giustificati dal loro impegno nella ricerca anche in diverse zone dell'Europa. E chi resta oggi ha l'onere e l'onore di far conoscere la propria idea. Maurizio Zichi propone un'analisi del centro storico di Orani per dare nuova vita agli immobili inutilizzati. Corradino Seddaiu, con le sue prospettive per il controesodo, ci ricorda che al centro del dibattito sullo spopolamento dobbiamo mettere le persone perché quando perdiamo abitanti, perdiamo la cultura di un popolo. Gianuario Salaris presenta una nuova forma di turismo congressuale per le associazioni da promuovere nei piccoli comuni. Mario Fiori coniuga sapientemente cultura e identità per attivare il laboratorio del gusto e dei saperi, nell'ambito di uno sviluppo sostenibile e partecipato. Giulia Lapìa evidenzia due diversi modi di "sentire" lo spopolamento in Baronia e nella Barbagia di Ollolai, proponendo le tecnologie dell'informazione e della comunicazione per andare oltre il muro del silenzio dello spopolamento. Livio Perra ci offre diverse idee per la rinascita della Sardegna, dagli incentivi per le giovani coppie alla necessità di creare infrastrutture sociale per promuovere la coesione nelle comunità.
L'incontro si conclude con un frugale banchetto: i partecipanti dialogano tra loro, si scambiano pareri, idee e strette di mano. Si rafforzano conoscenze e si stringono nuove amicizie. Anche questo è Primavera!











