Giovedì, 04 16th

Last updateMar, 10 Feb 2026 2pm

Blog

L’insularità che segna e insegna lo spopolamento nelle aree interne

Il fascino selvaggio dell'entroterra, strade litoranee che lasciano senza fiato, spiagge incantevoli, laboratori di saperi e sapori enogastronomici...e potremmo continuare a decantare le bellezze della nostra isola. Ma forse, da solo, questo sforzo descrittivo non basta per mettere in oblio l'insidia dell'insularità.

Questa non è solo una condizione geografica. È molto di più: è un confine che segna il popolo sardo rafforzandone le radici identitarie ma, nel contempo, ne impone la chiusura dei suoi orizzonti.È forse una questione della politica nostrana di cui parlare nei tavoli di contrattazione della penisola? O solo una questione di confine concettuale?

Troppe domande da porsi quando si riflette sull'insularità mentre troppo poche sono oggi le risposte operative a vecchie e nuove sfide del problema.

È un confine che non risparmia nessuno e che limita tutti, apparentemente. La condizione di insularità e il suo riconoscimento deve diventare un'opportunità generativa, per trovare soluzioni ai problemi che oscurano il sole della nostra isola, non ultimo quello dello spopolamento. Un fenomeno che, come evidenziato da Emiliano Deiana, Presidente dell'ANCI Sardegna, è un'articolazione di problemi: invecchiamento, migrazione, mancanza di lavoro, assenza di una cultura d'impresa. La previsione contenuta nel rapporto "L'economia e la società nel Mezzogiorno" pubblicato di recente da Svimez ci pone di fronte alla dura realtà.

Tra poco meno di cinquant'anni l'isola avrà circa 466.402 abitanti in meno rispetto ai 1.648.176 del 2018. Ma gli scenari dello spopolamento erano già stati tracciati nel 2013 dall'ateneo cagliaritano con uno studio commissionato dalla Regione Sardegna in cui si indicava la data di "scadenza" dei piccoli comuni.

L'estinzione preannunciata è quella delle aree interne, un tempo appetibili e diventate ora un luogo da cui rifuggire, per il lavoro che non c'è, per l'eclissi del posto fisso, per i trasporti invisibili, per le innumerevoli rinunce imposte alle madri lavoratrici. Il triste primato di culle vuote è infatti confermato dall'Istat nel rapporto 2017 su "Natalità e fecondità della popolazione residente" dove l'isola si presenta con il più basso livello di fecondità (1,06) ancora in diminuzione rispetto al 2016 (1,07). E senza fiocchi rosa e celesti non abbiamo altra possibilità di far rinascere le piccole comunità. Quando perdiamo abitanti, non perdiamo dei numeri bensì la voce di un popolo.

Quando le aree interne si spopolano perdiamo beni di comunità, perdiamo relazioni, perdiamo menti e braccia per il lavoro, perdiamo progetti di vita. L'osteggiata impresa di inserire il principio dell'insularità in Costituzione è un percorso lungo e delicato con necessari risvolti burocratici, ma la vita delle nostre piccole comunità ha bisogno di essere salvaguardata. Ha bisogno di trovare presto un valido ancoraggio nei territori, a partire dalle azioni di comunità. Il gap infrastrutturale dell'isola è un debito da onorare per dare gambe all'insularità e contrastare la fuga di capitale umano. E come la vite che riesce a sopravvivere sospesa tra il ferro e il cemento, il popolo sardo non deve perdere la speranza di ricominciare. Perché la speranza è nei sorrisi coraggiosi degli abitanti delle zone interne dell'isola che custodiscono gelosamente le proprie "radici" e offrono ai forestieri un riparo sicuro.

La speranza è nelle mani di quanti mostrano consapevolezza rispetto ai problemi comuni, evitando sterili deleghe statali e disgreganti individualismi. L'insularità infatti non è solo la questione del sindaco di turno di cui parlare nel salotto buono della città. È la questione di un popolo. È la questione dei paesi. E se la politica deve impegnarsi a colmare il deficit infrastrutturale dei trasporti, ciascun cittadino è chiamato a custodire gelosamente quelle infrastrutture sociali che hanno fatto la storia della Sardegna.

Sei qui: Home Blog L’insularità che segna e insegna lo spopolamento nelle aree interne
BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS