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Peppe Mura, un protagonista nelle battaglie per le zone interne
- 15 Maggio 2020
- Matteo Marteddu
A 86 anni se n'è andato Peppe Mura, uomo di tante battaglie per le zone interne, nella seconda parte del secolo scorso. Dall'Azione Cattolica passa, negli anni sessanta, direttamente alla Democrazia Cristiana, venendo eletto Consigliere Comunale nella sua Nuoro, per poi diventare segretario provinciale della DC Nuorese.
Eletto nel 1974 Consigliere Regionale ha ricoperto diversi incarichi all'interno dell'aula di via Roma a Cagliari. Vicino ad Ariuccio Carta nel gruppo di "Forze Nuove", ha vissuto gli anni della nascita dell'industrializzazione della Sardegna Centrale seguendone, senza riuscire, insieme alla classe politica del tempo, a bloccarne il suo lento declino. Le esequie del politico nuorese sono state svolte in forma strettamente privata, secondo le regole oggi in vigore. Qui il ricordo che ne descrive Matteo Marteddu, nella lettera inviata alla Moglie signora Maria Cossu.
Gentilissima Sig.ra Maria,
avrei, come tanti, voluto esservi vicino in questi momenti nei quali a prevalere è solo il dolore. Vicino a lei, ai suoi figli e nipoti. So che anche Peppe nel suo ultimo viaggio ci avrebbe voluto magari accanto per offrirci gli ultimi consigli o magari, col suo consueto piglio, darci gli ultimi rimbrotti. Non è facile parlare, cosi, in maniera generica, di uno dei protagonisti della vita civile e politica di Nuoro e del Nuorese. Gli anni in cui la mia generazione si è formata, anche accanto a lui, nella condivisione e spesso nel dissenso, ma sempre con grande trasparenza e lealtà, talvolta rude e cruda come era nello stile, unanimemente riconosciuto, di Peppe. In tutte le sue manifestazioni e in tutti i compiti che è stato chiamato a svolgere, da consigliere comunale, Segretario di quel grande partito che era la DC Nuorese, a Consigliere Regionale. Non si tirava mai indietro, forse a differenza di altri, dalla prima linea, dall'affrontare i problemi a viso aperto, senza timore dello scontro, sfidandone tutte le asprezze. Anche per la sua azione, la società della Barbagia è cambiata, passo dopo passo, consentendo a noi, ultime ruote dell'ingranaggio e provenienti dalle periferie e dai villaggi delle povertà, di accedere al protagonismo della vita pubblica. Era di quel ceppo originario di "Forze Nuove "che ha capovolto, liquidando "l'antico regime", il sentire comune nella partecipazione alle responsabilità della politica. Per questo, e lo dico con commossa convinzione, lo considero un "rivoluzionario". La commozione, signora Maria, cresce se penso ad alcuni momenti della mia vita personale, a lui legati. Appena rientrato dall'università, ero giovanissimo e spaurito, Peppe mi blocca in una piazzetta di Orotelli e mi "intima", con i suoi modi spicci: "tue deppes facher su sindacu de sa idda tua"!. Ma come? Ho mille cose in testa, non so neanche da dove iniziare, risposi.. Eh Eh, domani passa a Nuoro nel mio ufficio. E cosi davanti a lui, seduto, sotto la grande scrivania, in via Roma, sede della DC, è iniziata la mia avventura. O altri momenti drammatici, quando da un comizio fuori, mi son precipitato da voi nella vostra casa di Santu Predu, avendo sentito dell'attentato. O i suoi comizi in piazza Mazzini contro la dittatura cilena, affrontando a muso duro i bastoni dei fascisti nuoresi. La democrazia incarnata dentro le profonde convinzioni religiose del dirigente di Azione Cattolica. E la stretta vicinanza alle persone, alle loro necessità che cercava di incrociare per dare risposte positive, scavando anche l'impossibile pur di arrivare all'obbiettivo. Lo ricorderemo come un testimone e protagonista autentico.
Rinnovo le condoglianze più affettuose,
Matteo Marteddu










