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Situazione insostenibile per la sanità nel Marghine e nella Planargia

Situazione insostenibile per la sanità nella Planargia e nel Marghine dove, tra i problemi dell'ospedale di Bosa e il poliambulatorio di Macomer risulta impossibile ammalarsi.

Dopo una serie di affollate assemblee e consigli comunali la situazione dell'ospedale di Bosa non è migliorata. Anzi, se è possibile va ancora peggio. I sindaci della zona sono pronti ad azioni eclatanti, tra cui dimettersi in massa dalla loro carica. In un documento esplicativo spiegano lo stato delle cose.

Innanzi tutto si richiede un incontro urgente con il Presidente della Regione Cristian Solinas e con l'assessore alla sanità Mario Nieddu. Poi si passa a descrivere le manchevolezze. L'organico dei medici è ai minimi termini e, di questo passo, minaccia di chiudere il Pronto Soccorso, il reparto di Chirurgia non potrà più operare, Medicina sarà costretta a trasferire i malati in un altro ospedale.

Più avanti si spiega il perchè di queste previsioni catastrofiche: nel pronto soccorso manca la figura del responsabile, oltre che due medici. Mancano due medici anestesisti, oltre che 2 internisti, che coprano i turni dei vari reparti, ed un medico in laboratorio. A questo punto i sindaci sono decisi a scendere in guerra e minacciano manifestazioni eclatanti insieme alla popolazione del territorio, coinvolgendo anche altri territori che manifestano problematiche simili. Tutto questo se non verranno trovate, nel più breve tempo possibile, delle soluzioni. In caso contrario i sindaci minacciano di riconsegnare le fasce tricolori nelle mani del Prefetto.

Se Bosa non ride a Macomer non va meglio. Nel poliambulatorio infatti, alcuni giorni fa, si è raggiunta la ragguardevole cifra di quasi 3500 cittadini in lista di attesa per essere visitati nelle varie specialità. A questo punto le visite sono state rimandate a settembre. Secondo la presidente della Conferenza dei Sindaci Silvia Cadeddu la giustificazione di questi ritardi non è ammissibile.

A dire degli specialisti infatti non si riesce ad andare oltre un certo numero perchè si devono sanificare gli ambienti. A questo punto si chiede l'intervento della direzione della ASSL che, a sua volta, aveva criticato gli specialisti, ma senza molto successo. Se si guarda un po' più lontano verso gli ospedali di Ghilarza, ma anche quelli di Nuoro ed Oristano, risulta che, al centro della Sardegna la sanità è allo sbando mentre il pericolo del Covid19 è ancora incombente.

Ci si chiede come si sia potuti arrivare a questa situazione e perchè si sia verificata la miopia del non prevedere un numero adeguato di medici, soprattutto specialisti.

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