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Il PNRR servirà per le zone interne?

L'iniziativa promossa e organizzata dall'Associazione Nino Carrus si terrà al Centro Servizi di Macomer venerdì 25 febbraio a partire dalle 17,30 in presenza e via web.
Interverranno l'assessora regionale al Lavoro, Alessandra Zedda, la sindaca di Fonni Daniela Falconi, Manca Giovanni Bitti Presidente Confindustria Nuoro e l'economista Luca Deidda.
Modera Nicola Pirina, CEO di Kitzanos, Presidente di Sardegna 2050 e componente del Comitato Scientifico dell'Associazione Nino Carrus.
A seguire dibattito.

Cerchiamo di focalizzare una parola chiave, sistema, in letteratura e nei dizionari più colti declinata anche come riunione, complesso, insieme.

Può la riflessione alla base di un evento partire da una puntualizzazione su un termine?
Più che può, deve, soprattutto in questo caso, perché le parole sono importanti, pesano, ricordava anche Nanni Moretti, concetto, per me giurista, rilevantissimo. E oggi le parole da scegliere sono essenziali per dare forma a pensieri corretti da trasformare in azioni efficaci.
Ci incontriamo a Macomer per dirci che oggi, considerato il tema PNRR e zone interne, bisogna avere idee chiare. L'evento, organizzato con merito ed intelligenza dall'associazione Nino Carrus, è di centrale importanza considerato che dalla UE arriveranno ingenti risorse, quante mai ne avevamo viste ma, attenzione, quante mai più ne vedremo e non sarà il bengodi che solo i più superficiali possono pensare. Avremo i fondi se sapremo spenderli bene.
Come potremo dimostrarlo? Solo con idee convincenti, cioè chiare, certe nei tempi di esecuzione, praticabili e i cui impatti siano misurabili.
La Sardegna ha un disperato bisogno di una visione e di progetti da mettere a terra immediatamente.
Per questo serve uno sforzo colossale, il più grande per noi: fare sistema.
Dobbiamo unire le forze senza disperderci in mille rivoli o in inutili discussioni. Nella consapevolezza che quest'occasione molto probabilmente non si ripeterà o, se si verificherà, non vedrà certamente noi tra i beneficiari. Forse le generazioni a venire.
E' un compito solo all'apparenza semplice, cioè il solo fatto che abbiamo così tante mancanze e così tante cose da fare che potrebbe far venire l'illusione di avere l'imbarazzo della scelta.
Ricordandoci sempre lo scenario: un'isola sempre più spopolata, proprio nelle zone interne dove sanità, scuola e servizi essenziali sono sempre più scarsi e dove la popolazione è sempre più vecchia.
Dove non nascono imprese. Dove il digitale ed i processi innovativi tardano a penetrare.
I giovani vanno altrove, pochi restano. Il deserto, anche imprenditoriale, avanza.
Un panorama complessivamente deprimente con poche isole verdi.
E qui torniamo al punto di partenza di questo invito alla presenza.
Dobbiamo fare sistema: politica, impresa, società civile, volontariato, scuola, parrocchie.
Nessuno di senta escluso. Donne ed uomini di buona volontà, con idee chiare e con la volontà di cambiare l'attuale situazione sono ben presenti nell'isola. Mettiamoli insieme, facciamo sistema.
Vi aspettiamo, numerosi e appassionati!

* Componente Comitato scientifico dell'Associazione Nino Carrus - Presidente Associazione Sardegna 2050.

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