«Con l'estendersi dei partiti di massa e il loro aderire organicamente alla vita più intima (economico-produttiva) della massa stessa, il processo di standardizzazione dei sentimenti popolari da meccanico e casuale diventa consapevole e critico. La conoscenza e il giudizio di importanza di tali sentimenti non avviene più da parte dei capi per intuizione ... ma avviene da parte dell'organismo collettivo per "compartecipazione attiva e consapevole", per "con-passionalità", per esperienza dei particolari immediati ... Così si forma un legame stretto tra grande massa, partito, gruppo dirigente, e tutto il complesso, ben articolato, si può muovere come un "uomo collettivo"» (Gramsci, Quaderni del Carcere, p. 1430).
Il lavoro s-mobilita l'uomo
L'estate torrida finisce con l'annuncio di un autunno altrettanto caldo, secondo le dichiarazioni dei sindacalisti, ma anche di alcuni ministri di questo governo tecnico, che avrà pur portato l'Italia fuori dal baratro, ma a prezzo di un sacrificio in termini di perdita di posti di lavoro, che ha i numeri di una guerra. I dati di ieri riportano un'emorragia di posti di lavoro italiani pari a 292mila unità, un terzo dei posti persi nell'Europa dell'euro: uscire dalla crisi ci costerà ancora parecchio visto che le aziende italiane (sempre in questo scorcio di 2012 quasi terminato) hanno impiegato il 31% in meno rispetto all'anno precedente.
Occorre cambiare
Qualche giorno fa mi ha telefonato un amico che ben conosce i problemi del sistema politico ed economico della Sardegna per aver ricoperto importanti incarichi in enti pubblici economici di livello regionale e nazionale. Non uno qualsiasi quindi. Questo amico diceva di condividere totalmente, pur non essendo della sua parte politica, la linea adottata dal Consigliere Regionale Paolo Maninchedda in merito alla crisi drammatica in cui si trova la Sardegna e alle risposte concrete da dare a questa crisi, per una svolta finalmente decisiva e definitiva.
Nuraxi Figus: nelle viscere della Sardegna l'impotenza della politica e la responsabilità del cambiamento
"La miniera è la metafora della condizione di un'Isola. Ricatto, disperazione e alternativa bruciata da anni nei quali l'intreccio perverso fra denaro pubblico e privato ha consentito speculazione, profitto, carriere politiche affamando un territorio, gettando un popolo intero nella disperazione più nera. Nuraxi Figus nelle viscere di una terra dove per secoli si è scavato, fino allo sfinimento delle risorse, per alimentare lo sviluppo dell'Industria del nord, le tasche di padroni stranieri.
Governi bugiardi e politici incapaci e indecentemente irresponsabili
Allora, per essere chiari: Ottana chiude e chiude sia la chimica che la produzione di energia elettrica. L'unico sito sopravvissuto alla Rinascita senza apporti di capitali pubblici, chiude: giovedì ci sarà l'incontro decisivo tra Clivati e Indorama. Chiude per colpa dello Stato italiano non per ragioni di mercato. È lo Stato che consente a terna di comprare l'Energia dove e da chi crede e anche al prezzo doppio rispetto a quello offerto da Terna.
Martini, testimone di tempi non banali
Proprio oggi, pomeriggio uggioso e piovoso, nelle stesse ore del Suo funerale, solo pensieri e suggestioni sul Cardinale C.M. Martini. Forse, come capita, a destino compiuto, i suoi interrogativi, così laceranti per credenti e non credenti, tornano imperiosi. Noi, un po' nella inerte tradizione della pratica di fede a intermittenza, ci sentiamo più richiamati.





















